Diventare autonomi è una decisione che alcuni dipendenti fanno, optando per lasciare la comodità di una busta paga alla fine del mese per avere in cambio della libertà di prendere decisioni chiave per il proprio business.

Diventare autonomi è una delle scelte verso cui alcuni dipendenti si sentono chiamati per evolversi nella vita professionale. Il passaggio dal ruolo del dipendente a quello di professionista indipendente ti potrebbe permettere di guadagnare di più, ma comporta anche importanti responsabilità, sotto forma di costi e rischi che il professionista deve assumere.

Si tratta di una decisione molto personale, che dipende da ogni persona e non può essere presa alla leggera. Vale la pena fermarsi, rinunciare ad uno stipendio fisso e diventare autonomo?

Pro e contro del diventare un autonomo

Tra i maggiori vantaggi di lavorare come freelance vediamo:

  • Libertà di prendere decisioni su cui impostare il corso dell’attività.
  • Struttura organizzativa “senza capi”, anche se si è responsabili dei clienti, per cui c’è sempre qualcuno cui far fronte.
  • Libertà di orari, di andare in vacanza, di lavorare (se possibile) da dove lo si ritiene più opportuno.

D’altronde, mettersi in proprio è una cosa che ha anche i suoi risvolti negativi, tra cui:

  • Le conseguenze delle cattive decisioni e delle sconfitte, si subiscono in prima persona.
  • Si creano nuove esigenze, come l’attuazione di procedure amministrative e lo sviluppo di un lavoro da commerciale per trovare nuovi clienti.
  • L’attività dipende da una sola persona, che è ovviamente esposta al rischio di gravi malattie o di incidenti che potrebbero mettere in pericolo il reddito (per questo motivo si consiglia sempre di sottoscrivere un’assicurazione professionale).
  • Occorre tenere presente il carico fiscale, che in Italia è particolarmente elevato al confronto con l’Europa.
  • alcuni diritti, come il pagamento delle prestazioni di disoccupazione, vengono persi.
  • Si rinuncia alla “protezione del lavoro” derivante da accordi contrattuali e ci si inizia a muovere nel campo di “guerra” della concorrenza.

Alla fine dei conti, il passaggio dal diventare dipendente ad essere autonomo è una scelta che deve essere fatta in maniera ponderata e con attenzione, senza fretta.