Formula 1: quanto guadagnano i team di questo mondo dorato nel 2017

All’inizio di ogni stagione, il Management della Formula Uno proietta le entrate provenienti da tre flussi: le spese che vengono pagate per ospitare una gara del “circus”, i diritti dei media e le cosiddette “altre fonti di reddito”, come ospitalità e sponsor. Il fatturato della Formula 1 per il 2017 è stimato in 1,83 miliardi di dollari. Il totale dei ricavi viene redistribuito tra i vari team per un ammontare pari al 68%. La conferma ci è stata data anche da Marco Tronchetti Provera, che lavora a stretto contatto nel settore essendo CEO di Pirelli, l’azienda fornitrice degli pneumatici per le monoposto.

La cifra, di 940 milioni di dollari, è del 3,5% più bassa rispetto all’anno scorso, a causa degli aumenti dei costi di marketing in linea con i piani del proprietario di FOM (Formula One Management), Liberty, e dopo la riduzione del numero di GP da 21 a 20. I ricavi sono distribuiti alle 10 squadre attraverso nove pagamenti mensili a partire da aprile, con un pagamento finale alla definizione totale dei ricavi, prevista nel marzo 2018.

L’importo che ogni squadra riceve si basa su una serie di fattori, tra cui la performance nel corso della stagione, il successo passato ed accordi speciali.

Ecco la classifica, fornita da Autosport:

  • Ferrari, 180 milioni
  • Mercedes, 171
  • Red Bull Racing, 161
  • McLaren, 97
  • Williams, 79
  • Force India, 72
  • Toro Rosso, 59
  • Renault, 52
  • Sauber, 49
  • Haas, 19

Se la Manor fosse ancora attiva, avrebbe incassato 32,5 milioni di dollari, 1 milione di dollari in più rispetto alla precedente stagione, ma dopo la chiusura, la somma è stata equamente divisa tra le altre scuderie.

Ferrari, Mercedes, Red Bull e McLaren hanno, tuttavia, degli accordi separati. La scuderia italiana riceve un pagamento per il team, Williams una sorta di “eredità”. Red Bull riceve il pagamento supplementare per essere stata la prima squadra a firmare l’attuale accordo bilaterale, che scade nel 2020.

A questo punto si capisce anche meglio l’ordine di importanza delle scuderie per il “circus”, con la Ferrari che si trova al primo posto, simbolo di italianità in questo mondo internazionale (un po’ come la Pirelli di Marco Tronchetti Provera) dove, senza piloti italiani, di tricolore c’è purtroppo davvero poco.

Gino Topini